Recensioni e Opinioni dettagliate su Kraken: perché starne alla larga

Investi con il nostro miglior broker
Ato basilicata NON CONSIGLIA questo broker ce courtier
Nota: 2/10 Recensioni: 1979
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75% di conti di investitori al dettaglio che perdono denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore
Kraken: Eliminato
A seguito delle numerose lamentele dei nostri lettori, abbiamo deciso di rimuovere questo broker dalla nostra lista.
  • Performance della piattaforma
  • Sicurezza dei fondi
  • Formazione
  • Servizio clienti ed assistenza
  • Depositi e prelievi
2.4

Summary

In breve
In tutta onestà, non raccomandiamo questo broker, anche dopo averlo testato per diversi mesi!

La motivazione?
La didattica lacunosa, i tempi di prelievo troppo lunghi ed una piattaforma mediocre sono le motivazioni alla base di questa scelta.

Conclusione
Non perdete tempo, e cominciate a tradare con i broker migliori del mercato, approvati dalla nostra equipe

 

Il voto dei nostri lettori
84,00%
Votato come miglior broker
Impressione degli Utenti
Molto positiva
Sicurezza
Supporto clienti
Efficace e presente
Gamma di strumenti disponibili
Vasta
Il voto dei nostri lettori
Votato come miglior broker
Impressione degli Utenti
Sicurezza
Supporto clienti
Gamma di strumenti disponibili
Kraken
Il voto dei nostri lettori
-16,00%
Votato come miglior broker
No
Impressione degli Utenti
Piuttosto negativa
Sicurezza
Nessuna licenza
Supporto clienti
Non disponibile
Gamma di strumenti disponibili
Ridotta
Dopo 6 mesi di test

Kraken è un exchange divenuto molto popolare nel corso degli ultimi anni, soprattutto grazie al boom delle criptovalute. La storia dell’exchange inizia con l’acquisizione di Mt Gox, che a sua volta era il più grande exchange all’epoca dei fatti, ma che dichiarò fallimento nel 2014 dopo aver smarrito 850.000 bitcoin in circostanze che non sono mai state del tutto chiarite.

Nonostante l’exchange si presenti bene e offra una piattaforma efficiente, seppur non facile da usare per i principianti, l’attività di Kraken e del suo CEO Jesse Powell è continuamente monitorata dalla polizia federale degli Stati Uniti, che ha aperto numerose indagini e con la quale il CEO stesso non si è mai dichiarato disposto a collaborare pienamente.

L’exchange Kraken ha sede a San Francisco e supporta ben 18 tra le criptovalute più importanti (tra cui Bitcoin, Eos, Ethereum e Monero) che possono essere scambiate sia tra loro che con moneta fiat, tra cui citiamo dollari americani, dollari canadesi, euro e yen giapponesi.

Come Kraken è riuscito a conquistare il mercato

Favorito dall’esplosione dell’interesse per le criptovalute, Kraken è diventato uno degli exchange preferiti dagli operatori finanziari, insieme a Coinbase. I due exchange, infatti, sono diventati così popolari da essere selezionati per fornire i dati di mercato a Bloomberg, il più importante terminale dei mercati finanziari. Una notevole pubblicità che ha spinto sempre più utenti ad iscriversi sull’exchange. Tutti i clienti di Bloomberg, infatti, hanno accesso a prezzi, grafici e notizie fornite dall’exchange e in questo modo saranno sempre più incentivati e fiduciosi nell’aprire conti con Kraken.

Oltre a questa partnership, Kraken ne ha stretto un’altra altrettanto importante con TradingView, un interessante portale e fornitore di ottimi strumenti grafici e che è considerato come una sorta di social network del trading, dove ogni iscritto può postare le sue analisi e idee di trading.

Tuttavia, a partire dalla suddetta acquisizione di Mt Gox, Kraken si è costruito una reputazione sì solida ma con delle crepe che è necessario approfondire. Vediamo insieme quali sono state le situazioni in cui Kraken ha dimostrato di non essere un exchange completamente affidabile attraverso fonti certe e facilmente riscontrabili nella realtà.

Una foto del quartier generale di Kraken con in primo piano il CEO Jesse Powell

Attacchi hacker e continui crash della piattaforma: Kraken è sicuro?

La reputazione di Kraken per la sicurezza è stata messa alla prova dalla costituzione di partnership e acquisizioni nel 2016. Molteplici affermazioni sono emerse nella seconda metà di luglio attraverso i media e i social network secondo cui gli account dei clienti erano stati hackerati e i fondi rubati. Mentre, secondo quanto riferito, Kraken ha taciuto per le indagini, gli utenti hanno minacciato di allertare e presentare una petizione alla Cyber ​​Crimes Division dell’FBI per ottenere un risarcimento. Entro un mese, Kraken presentò chiarimenti sul fatto che “Kraken” non è stato mai vittima di attacchi hacker; vale a dire, dopo un’indagine interna, il team di sicurezza è giunto alla conclusione che i sistemi, i server e i database Kraken non sono stati raggiunti da utenti malintenzionati a causa di eventuali vulnerabilità identificabili di cui sarebbero responsabili. La società ha attribuito i fondi mancanti degli utenti interessati al phishing e agli attacchi man-in-the-middle e ha sottolineato l’importanza di abilitare le funzionalità di sicurezza dei siti Web Kraken, come l’autenticazione a due fattori per i prelievi o il Blocco delle impostazioni globali per limitare l’accesso IP non familiare. All’indomani dell’hack scongiurato, Kraken affermò il riconoscimento della loro continua responsabilità di proteggere i clienti e sottolineò allo stesso modo che era responsabilità del cliente il proteggere sè stesso.
Avete capito? Quando ci sono dei problemi, Kraken non solo se ne lava le mani, ma attribuisce pure agli utenti la colpa. 
E invece…per tutto il 2017, l’exchange Kraken ha subito attacchi DDoS e problemi di prestazioni. Nel novembre 2017, il CEO di Kraken Jesse Powell si è scusato per i problemi del sito, ma ha elogiato la sicurezza, a suo giudizio impeccabile. Il 10 gennaio 2018, Kraken ha sospeso le negoziazioni per oltre 48 ore mentre eseguiva un aggiornamento che avrebbe dovuto durare solo 2 ore. Dalla prima apertura nel 2011, questa è stata la più lunga interruzione del servizio. E Powell, come al solito, si è trincerato nel silenzio.

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L’acquisizione (con inganno) dei clienti Mt Gox

Mt. Gox, una volta il più grande scambio di bitcoin al mondo, ha dichiarato fallimento nel febbraio 2014. Il CEO di Mount Gox, Mark Karpeles, ha dichiarato che all’epoca erano stati persi circa 850.000 bitcoin, 100.000 appartenenti alla società e il resto appartenente a circa 127.000 creditori. Successivamente Karpeles ha trovato circa 200.000 bitcoin, lasciando circa 650.000 ancora mancanti. Un articolo del New York Times ha sottolineato che il processo di restituzione dei fondi ha di fatto portato benefici significativi a Kraken perché i creditori saranno costretti a creare un account Kraken per recuperare i loro soldi e alcuni di essi potrebbero continuare a utilizzare l’exchange. Kraken chiuse la vicenda permettendo agli ex-clienti Mount Gox di poter fare reclamo fino a luglio 2015 e dando loro la possibilità di ottenere commissioni gratis fino a un milione di dollari, nonostante il parere contrario del curatore fallimentare che non aveva mai specificato di una deadline. La faccenda è poi finita nel dimenticatoio, ma rimane la procedura scorretta di Kraken che ha illuso centinaia di migliaia di creditori facendoli diventare suoi clienti.

Sospetti di manipolazione del mercato e riciclaggio di denaro sporco

Non è tutto: l’ufficio del procuratore generale di New York ha iniziato un’indagine conoscitiva nell’aprile 2018 sulle misure adottate dagli scambi di criptovaluta per proteggere i clienti e combattere la manipolazione del mercato e il riciclaggio di denaro. Il procuratore generale dello Stato di New York ha avvertito che lo scambio di criptovaluta Kraken potrebbe violare la legge. “I clienti devono essere consapevoli del fatto che le piattaforme che hanno rifiutato di collaborare con le indagini della procura (Binance, Gate.io, Huobi e Kraken) potrebbero non divulgare tutti i tipi di ordini offerti a determinati operatori, alcuni dei quali potrebbero preferire tali operatori a spese di altri, e che la performance commerciale di altri clienti in quei luoghi potrebbe essere influenzata negativamente di conseguenza”. Per scoprire le misure prese dagli scambi di criptovaluta per combattere i robot, manipolare il mercato e fermare il riciclaggio di denaro, l’ufficio del procuratore generale di New York ha avviato un’indagine. Questa indagine di accertamento dei fatti si basa su un questionario che sta per scoprire come funzionano esattamente gli scambi di criptovaluta e come proteggono gli investimenti dei loro clienti. L’inchiesta non è stata accolta favorevolmente da Jesse Powell, CEO di Kraken, che ha dichiarato che l’inchiesta era ostile e dannosa per gli affari. Powell si rifiutò di conformarsi all’inchiesta ed ha affermato che la manipolazione del mercato “non ha importanza per la maggior parte dei traders di criptovalute” e ha affermato che “le truffe dilagano” tra gli scambi di criptovaluta. Il rapporto finale dell’Ufficio del procuratore generale ha sottolineato la non partecipazione di Kraken all’inchiesta e ha denunciato Kraken al Dipartimento dei servizi finanziari di New York per una potenziale violazione delle normative sulla valuta virtuale di New York. Il 15 maggio 2018, Powell dichiarò che Kraken “probabilmente si sarebbe registrato come intermediario e poi un ATS” presso la SEC, cosa che però al momento non è mai avvenuta.

Kraken non ha ottenuto l'approvazione della redazione. Questo per via delle numerose mancanze in quanto a didattica, e per via dei tempi di prelievo troppo lunghi. Vi sconsigliamo di utilizzarlo
Alcune tra le più importanti piattaforme exchange di criptovalute sono finite sotto l’inchiesta della procura federale di New York: tra queste c’è anche Kraken

Ricapitolando: un lungo elenco di situazioni che non ci convincono

Kraken è un exchange di indubbia popolarità e che ha acquisito una clientela sempre maggiore anche grazie alla partnership con Bloomberg, il faro della finanza in termini di provider dati. Nel corso della sua recente storia, però, dobbiamo rammentare una serie di situazioni poco chiare e problematiche gravi che rendono la nostra recensione negativa sulla possibilità di aprire un conto presso questo exchange. Per chiarezza dell’esposizione, le riportiamo qui di seguito:

  • Rilevando la fallita Mt Gox, Kraken ha raggirato i suoi clienti perché, promettendo di risarcirli, li ha di fatto tramutati in suoi clienti. I risarcimenti, nella maggior parte dei casi, non sono poi arrivati ma sono stati convertiti in sconti sulle commissioni future generate dalle transazioni effettuate con Kraken. Un ammissione di colpa ma senza risarcimento, un tentativo (per altro riuscito) di comprare tempo con i clienti senza perderli in favore di altri exchange;
  • Attacchi informatici continui hanno minato la sicurezza della piattaforma: nel maggio 2017 Kraken e Poloniex sono stati colpiti da attacchi di tipo DDoS (Distributed Denial of Service). Le conseguenze di questi attacchi hacker sono una class action in cui gli utenti si lamentano della perdita complessiva di 5 milioni di dollari, chiedendo il risarcimento a Kraken per la cattiva gestione di questa incresciosa situazione. Si attendono ulteriori sviluppi su questa faccenda;
  • La piattaforma di Kraken è andata spesso in crash nel 2017, in corrispondenza del boom delle criptovalute. L’exchange non è riuscito a gestire né le migliaia di iscrizioni avvenute simultaneamente, né i ticket inviati al supporto clienti (che, per altro, non risponde telefonicamente);
  • La procura federale di New York sta indagando su presunta manipolazione del mercato e riciclaggio di denaro sporco. A seguito dell’iscrizione del CEO Jesse Powell sul registro degli indagati, il capo di Kraken ha rilasciato dichiarazioni che hanno fatto molto discutere e si è dimostrato reticente a collaborare con gli inquirenti. Un comportamento che sembra tipico di coloro i quali sono pronti a giustificare qualsiasi cosa perché tanto è così che vanno le cose.

È evidente, dunque, che non potendovi garantire trasparenza e sicurezza dei vostri fondi, sorge il dubbio che questi exchange siano tutti uguali e che quindi non sia conveniente fare trading di criptovalute.
Invece, mi permetto di consigliarvi due soluzioni alternative: due broker dall’alta reputazione, che rispettano in pieno gli standard di sicurezza e che sono adatti a fare trading di breve termine di criptovalute, senza correre alcun rischio relativo ad attacchi informatici e senza il panico di restare fermi in attesa che la piattaforma risolva i problemi di stabilità.

Plus500, una garanzia di affidabilità

Plus500 ti mette nelle condizioni di fare trading sulle criptovalute immediatamente: una registrazione al sito, un deposito minimo di 100 euro tramite bonifico, carta di credito, paypal e tutti gli altri pagamenti elettronici supportati e il gioco è fatto! 
Se siete di primo pelo, poi, Plus500 mette a disposizione la sua piattaforma in demo con la quale potrete allenarvi e diventare bravi senza impiegare del denaro reale (Kraken non dispone di una piattaforma demo!)
La piattaforma, come dicevo, vi permette in un attimo di negoziare i vostri strumenti finanziari preferiti in quanto è davvero semplice da usare. Il broker è conosciuto nel mondo per la sua assistenza multi-lingua via chat 24 ore al giorno, 7 giorni su 7. Questa attenzione per il cliente lo rende il miglior broker del mondo! Oltre alla chat, adatta a risolvere piccole e grandi questioni inerenti all’operatività, potete mandare e-mail che saranno prese in carico da professionisti del settore. 
Inoltre, è a vostra disposizione tanto materiale formativo per applicare con profitto quello che studierete!
Plus500 gode di un’ottima reputazione nelle recensioni che si possono trovare sul web. Il broker è quotato in borsa al London Stock Exchange ed è rinomato per la puntualità con cui permette i prelievi dei profitti generati, oltre ad avere commissioni bassissime! 

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Prima di concludere la nostra recensione, abbiamo sentito l’opinione di un trader che accettato di condividere con noi la sua esperienza con l’exchange Kraken. Ne sentirete delle belle…

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Intervista ad un trader che ha sospeso le negoziazioni con Kraken

Ciao e grazie per aver accettato il nostro invito. Parlaci della tua esperienza con Kraken? Come prendesti la decisione di utilizzare questo exchange?

Quando c’è stato il boom delle criptovalute ho pensato che era arrivato anche il mio momento di investire in questo asset. Così, un po’ per sentito dire e consultando la rete, mi sono iscritto a Kraken. All’inizio non ho riscontrato problemi particolari, ma con il passare del tempo c’è stato un susseguirsi di disservizi e momenti in cui la piattaforma era inaccessibile anche per diverse ore.

Ci descrivi dettagliamente che tipo di problemi hai riscontrato?

Parliamo dell’anno 2017, l’anno in cui l’interesse per le criptovalute è crescuto in modo significativo. Per tutto l’anno la piattaforma ha smesso di funzionare correttamente, permettendo agli utenti solo di loggarsi e di fare poco altro. Ogni transazione aveva bisogno di minuti e diversi tentativi a vuoto prima di essere eseguita. Il buon esito della compravendita era più affidato al caso che al mio preciso volere. Sembra come che non siano stati in grado di gestire l’aumento esponenziale di iscritti che hanno avuto nello stesso momento.

Kraken si è poi prodigata per risolvere questi problemi?

No, e non solo non sono stati risolti ma la situazione è andata via via peggiorando fino a diventare paradossale nel 2018. C’è stato un crash della piattaforma che è durato due giorni e purtroppo non è avvenuto in un momento banale ma durante un pesante sell-off delle criptovalute. L’impossibilità di connettersi alla piattaforma ha portato a gravi perdite a tutti quegli utenti che, come me, stavano guadagnando ma che non sono riusciti a connettersi in tempo e vendere realizzando profitto. È stato il momento in cui ho deciso di abbandonare per sempre questa piattaforma.

Mi dicevi anche di un tuo sospetto. Ce ne vuoi parlare?

Ok, è solo un sospetto ma te ne parlo comunque. Credo che un crash in un momento così delicato possa essere stato indotto da qualcuno all’interno della piattaforma stessa, che magari si era hedgiato aprendo posizioni in vendita sul bitcoin, approfittando che in quel momento tutto il mondo dei retail spingeva per entrare in acquisto a qualsiasi cifra. Ricordo bene la speculazione dei media, con prezzi obiettivo a 100.000 dollari. Io penso che tutti abbiano recitato la loro parte del copione, Kraken compreso…

Attualmente stai ancora facendo trading di criptovalute? Se sì, con quale broker?

Certo. Però, basta exchange, non mi fido più. Mi sono reso conto che a me non importava possedere fisicamente le criptovalute ma solo specularci al rialzo o al ribasso sfruttando la volatilità. Faccio trading di criptovalute con eToro, che ha dimostrato di essere un broker impeccabile e che mette a disposizione CFD a leva per negoziare le criptovalute più importanti in qualsiasi orario del giorno o della notte.